Ventilazione meccanica controllata

Un impianto di Ventilazione Meccanica Controllata con recuperatore di calore, conosciuti con l’acronimo di VMC è, sostanzialmente, un impianto mediante il quale viene garantito un continuo ricambio dell’aria all’interno di un edificio o di singoli locali, con il vantaggio di poter controllare anche la qualità dell’aria immessa e ricambiata.

Esistono fondamentalmente due macro sistemi di ventilazione; o meglio, è possibile realizzare impianti con unità a singolo flusso o a doppio flusso.

Gli impianti VMC si stanno diffondendo e stanno coprendo tutti i settori edilizi, proprio nell’ottica di ottenere edifici ad energia quasi zero. Essi trovano diffusa applicazione nelle case, negli uffici e nelle industrie, e spesso permettono di risolvere problematiche relative ad ammaloramenti interni delle strutture edilizie.

Questo può avvenire in presenza di ponti termici e dove la percentuale di umidità relativa è elevata (come spesso si osserva nei bagni e nelle cucine), e dove la salubrità dell’aria è un fattore essenziale per la salute delle persone (come possono essere le camere da letto o stanze singole dove gli occupanti trascorrono gran parte del loro tempo).

Già dal 1983 l’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS ha riconosciuto una patologia associata agli ambienti residenziali e lavorativi, la SBS, ossia Sick Building Syndrome, Sindrome da Edificio Malato, che corrisponde ad una combinazione di disturbi legati a tutti gli aspetti del “microclima” cui le persone sono esposte, che comprendono le condizioni di illuminazione, ma anche e soprattutto l’umidità dell’aria, il ricambio della ventilazione e la possibile emissione di alcune sostanze nocive dai materiali impiegati nella costruzione.

Per meglio comprendere quali siano gli inquinanti che possono essere presenti all’interno dei nostri edifici, si riporta il seguente elenco.

Ovviamente, però, non va dimenticato che un impianto VMC deve essere dimensionato in modo corretto, affinché i vantaggi ottenibili, soprattutto in ambito energetico, non vengano vanificati in termini di assorbimenti elettrici da parte delle unità di ventilazione.

Nell’ottica di un corretto audit energetico dell’edificio ospitante, inoltre, non vanno tralasciati i costi derivanti dalla manutenzione ordinaria che tali impianti richiedono, come ad esempio la regolare pulizia dei filtri, elementi fondamentali e di indispensabile utilità, ma che possono rivelarsi deleteri per l’immobile e gli occupanti.

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